La Chiesa di Santa Maria dei Servi: dalla nascita ai suoi restauri

Sabato 12 febbraio è stata dedicata una visita alle opere che Donatello ha lasciato alla città di Padova. Tra i vari siti che custodiscono le sue opere vi è la chiesa di Santa Maria dei Servi, dove si trova il Crocifisso.

La chiesa, che si cela ai visitatori percorrendo via Roma,  fu edificata tra il 1372 e il 1392 per volontà di Fina Buzzaccarini, moglie di Francesco il Vecchio da Carrara, sull’area dove sorgevano le case di Nicolò da Carrara, demolite come punizione per aver congiurato, a fianco di Cangrande della Scala, contro la famiglia. Alla morte di Fina, il figlio Francesco Novello nel corso del 1392 cedette la chiesa ai Servi di Maria, un ordine religioso nato a Firenze intorno al 1240 e approvato da papa Benedetto XI nel 1304. Da questo momento prese il nome di Chiesa di Santa Maria dei Servi, nome che muterà durante il periodo napoleonico in Natività della Beata Vergine Maria ai ServiTra la fine del 1300 e gli inizi del 1400 verrà costruito un convento di cui, tutt’oggi, restano visibili solo alcune tracce. La chiesa venne confiscata ai Servi di Maria quando giunse Napoleone che, con il decreto del 1807, li allontanò nonostante ne fossero i rettori.  Restituita al clero secolare nel 1963, come ci ricorda la lapide collocata esternamente, nel settembre del 2014 il vescovo Antonio Mattiazzo ha potuto richiamare i Servi di Maria per riaffidare loro sia la chiesa che la parrocchia.

 

Come si presenta la Chiesa di Santa Maria dei Servi oggi?

Attualmente la chiesa, di matrice romanico-gotica, conserva  la sua forma primitiva e si distingue per la sua collocazione nord-sud, in parallelo a via Roma sulla quale prospetta il bel portico risalente al 1510, sorretto quasi tutto da dieci pilastrini ottagonali portati qui dalla cancellata della cappella del Santo nella basilica antoniana. Sotto il suo porticato vediamo aprirsi un grande e ricco portale a forma ogivale di carattere gotico-lombardesco, con una porta lignea rinascimentale intagliata che funge da ingresso principale. Le absidi e il campanile sono stretti tra le case e non accessibili – né interamente visibili – dall’esterno. La facciata prospetta su un modesto slargo tra le case che ne impedisce una piena visibilità; essa è divisa da lesene con un portone molto semplice ad arco pieno, sormontato da una finestra circolare a sua volta sormontata da una più piccola, in alto vi corre tutto intorno una serie di archetti a sesto acuto.

L’interno, frutto di un restauro del 1927-30, si presenta a navata singola lunga ben 57 metri e larga 17, con un alto soffitto a travi a vista e tre absidi nel fondo per l’altare maggiore e due cappelle laterali. A livello artistico consideriamo la Chiesa di Santa Maria dei Servi un vero e proprio scrigno di opere d’arte. Tra queste, nella parte destra, in una nicchia, è stata posta la Pietà, affresco mantegnesco collocato dentro un’elegante cornice lombardesca, subito a ridosso del monumentale altare barocco di Antonio Bonazza, sul quale è posizionata una statua quattrocentesca di Madonna con il Bambino. A seguire è presente la Madonna con il Bambino e i Santi Antonio e Rocco, realizzati da Domenico Campagnola, mentre sopra la porta della Sagrestia è presente il monumento di bronzo realizzato da  di Andrea Riccio e dedicato a Paolo e Angelo De Castro, esperti di diritto. Ai lati dell’altare maggiore si aprono due cappelle dedicate al Sacro Cuore di Gesù e al Crocifisso di Donatello. Sulla sinistra dell’altare del Crocifisso è presente una tela ad olio realizzata  nel XVII secolo attribuita a Matteo de’ Pitocchi, rappresentante lo stesso Crocifisso Miracoloso e Bartolomeo Dotti, priore con confratelli della confraternita del Crocifisso. Sulla destra dell’altare del Sacro Cuore vi sono tre tondi in pietra del XIV e XV secolo. Nella Sacrestia, infine, sono presenti l’Addolorata di Lodovico Dorigny, una tela a mezzaluna di Jean Veaux e i quadri di Lodovico Vernansal e Dario Varotari.

Recentemente la chiesa ha subito diversi restauri volti a salvaguardarne la stabilità e le sue opere d’arte, ma anche a recuperare tracce del passato nascoste da interventi succedutisi nei secoli. Gli interventi più recenti riguardano l’altare dedicato alla Madonna, il Crocifisso “miracoloso” e la struttura muraria e la copertura delle pareti interne, che ha permesso di mettere in risalto gli affreschi e le decorazioni ricostituendo tutto il sistema di illuminazione.



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